venerdì 12 agosto 2016

A piccoli calci, 6^ puntata


Trasmettere la propria visione del calcio è molto difficile. Lo sanno i grandi allenatori così come i piccoli delle realtà dilettantistiche di tutto il paese. Lo sa bene anche Riccardo Da Pos, che oggi ci accompagna alla scoperta della scuola calcio (Pulcini 2007) dell’ASD Morazzone, in provincia di Varese.


<<Autonomia di pensiero, miglioramento della tecnica e rispetto delle regole, dei compagni e degli avversari>> Questi sono gli obbiettivi di una società che si radica nel varesotto agli inizi degli anni ’80 come Real Varese. Nel 1984 la società si sposta a Morazzone, diventando definitivamente quella che oggi noi conosciamo come ASD Morazzone. La passione e la grinta dei componenti della società portano allo sviluppo di un settore giovanile che oggi conta ben 11 categorie che vanno dai 6 anni fino ai 17. La carriera di Riccardo inizia con i Pulcini 2007, dove si trova immediatamente a dover fare i conti con le difficoltà del mestiere: << il nostro lavoro è sicuramente più difficile di altri. Bisogna tenere conto di alcune questioni legate all’età dei bambini, al loro rapporto coi genitori e alle loro fasi sensibili di apprendimento che non sono mai da sottovalutare>>. Una crescita quindi non solo calcistica ma anche umana, che deve aiutare i bambini a formare dentro di sé prima la persona e poi il giocatore. <<Per questo motivo servono sostegni forti, dalla società verso di noi, ma soprattutto dai genitori verso i bambini. Molte volte proprio loro sono troppo pressanti e negativi coi bambini stessi>>.

ASD Morazzone che nonostante l’impegno profuso in così tante categorie non fa mai mancare il proprio apporto: << Con la società i rapporti sono buoni, ed io personalmente nel lavoro sul campo mi trovo alla grandissima>>. Inoltre la società a partire dal 2014 ha iniziato una serie di lavori di riqualificazione dei campi al “Morazzello” che permette ad atleti ed allenatori di avere a disposizione due campi da allenamento e riprese video dei campi stessi per la revisione tattica delle sedute. Tutto questo permette a Riccardo di concentrarsi sul lavoro attorno a concetti calcistici basilari come spazio, tempo, tecnica di base e coordinazione.



Prima di lasciarci abbiamo voluto chiedere a Riccardo perché ha scelto una scuola calcio, evidentemente più impegnativa rispetto ad altre panchine: << Mi piace lavorare coi bambini, mi piace mettere basi solide per il loro futuro e indirizzarli a valori come il rispetto, la dedizione, l’impegno, il divertimento e la passione verso il gioco più bello del mondo. Nient’altro>>

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